the God of small things

there is room if you can trust for anyone like us

deconstructing me

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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Io non mi faccio inciabattare.

tè e pasticcini per tutti i

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sabato, 20 gennaio 2007

ethel blad & beerlao

ikeasediamo intorno a uno spartano tavolo di legno, ingombro di bottiglie già scolate di beerlao, una decina in tutto. siamo otto: non in ordine di seduta, la milanese multilingue, le due madrilene una bella e una simpatica, la francese puzza-sotto-il-naso, lo svedese di stoccolma, la veterinaria di parma, il tedesco di monaco, la qui scrivente pesce fuor d'acqua.

il buio di una notte non inquinata di luci ci stringe nell'abbraccio-morsa della jungla laotiana, di cui cerchiamo di dimenticare la presenza ingombrante ed il regalo di due ore di pioggia monsonica con cui ci ha accompagnato sin qui. il silenzio è quello vero cui non faremmo in tempo ad abituarci prima di tornare in europa. il villaggio respira profondo del sonno di chi non ha svaghi elettrici. nell'attimo che precede la nostra buonanotte, prima della visita alla 'toilette' dove un ragno e uno scorpione ci stanno aspettando, prima del ritiro sotto le zanzariere allestite dalle guide, parliamo dell'europa. è l'attimo nel quale cerchiamo di non pensare, di non provare a capire.

il tedesco di monaco parla con affetto smisurato della gattina birmana che l'aspetta a casa. io controbatto mostrandole la foto del mio micio, che campeggia sullo schermo del cellulare. l'ho scattata in uno dei rari momenti di relax che lui si concede sul mio letto. lo svedese lancia l'occhio: è un istante, un'esclamazione allegra che taglia il silenzio nero ammollato di pioggia e birra, la presa di coscienza di ciò che siamo. di là dai pixel, dalla definizione e dalla dimensione dell'immagine, è proprio così: "ikea!" 

(sì, in effetti è proprio all'ikea di firenze che avevo comprato quel copripiumino.)

postato da: recel alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: paesaggi, i miei centri del mondo
domenica, 10 dicembre 2006

milano e noi

un viaggio sempre troppo lento in un senso / le parole del libro annotate all'angolo / il cappello nero e l'ombrello bianco in cima al binario, e un sorriso che si fa amare subito: lei / quando sento di essere a mio agio e non lo so dire / un messaggio che azzecca l'uscita dalla stazione ed è come un bacio che vorrei spedire in basso a destra / la pioggia battente che fa brillare le luci e gli occhi / un parcheggio difficile perfetto al primo colpo, senza sensori nè istruttori di guida / le kapuziner weiss, il brezel, i wurstel mai finiti, il caffè filtrato / le chiacchiere che mi fanno stare bene, senza pensarci troppo su / i cuori che si aprono facilmente, quelli che serbano un filtro elegante ma lanciano promesse oltre lo sguardo / io la navigatrice e via tucidide che finisce fuori cartina / l'incanto delle strade notturne prima di natale / le luci soffuse, le fusa del micio che se li porta benissimo, un verde riposo cullato dalla pioggia / le chiacchiere prima di dormire, il sonno che ha la meglio / la mattina grigia che io vedo azzurra / sentire che potrò tornare, e che lo vorrei tanto / un libro che fremo di leggere, e un quaderno verde su cui annotare solo l'essenza delle cose / muji all'ora di pranzo, finalmente anch'io / la succulenta vetrina di dolce&gabbana / la borsetta hermes che 'sì, sono 21000,00 euro!' / la galleria che ci abbraccia di gente, dal lato della scala / le pigotte più belle le fanno a monza... / i ritratti di audrey alla zecca / il saluto in mezzo alla piazza: blush, resistere? la feltrinelli, mi raccomando! a presto, senza dubbio alcuno / nel metrò si scende poi si sale poi si riscende e poi si salgono le scale insieme / è arrivato il freddo, e dentro è arrivato lui / le nostre pause caffè che non sono mai lunghe abbastanza / i regali che io preannuncio ogni volta, quelli con cui lui mi sorprende ogni volta / la penitenza dei cinque minuti / l'abbraccio sotto il balcone, ma 'solo perchè te l'ho chiesto' / a noi mancava soltanto il temporale / sul metrò si può piangere senza disturbo / quando saluta da una parte e risbuca dall'altra / alla rinascente non si entra nemmeno / un tripudio di colori in lana cotta / i marroni di galli, sempre / i domori visti troppo tardi / la fermata dove?, il 16 che non passa, la dolce signora che mi dice quando scendere (e che importa se la fermata giusta era quella prima), il panettone di marchesi, la corsa a cadorna / la telefonata che intervalla i messaggini / quando smetterò di morire ad ogni ripartenza? / un treno vuoto come un sogno irrealizzabile / cose che chiedono lacrime / un 'eri bellissima' che non cancellerò più / un viaggio sempre troppo veloce nell'altro.

a casa soltanto l'orologio ha ripreso a funzionare.  

grazie, amica marilù!

postato da: recel alle ore 11:50 | link | commenti (73)
categorie: i miei centri del mondo
sabato, 25 novembre 2006

quelle che

si sono scoperte fighette a 30 anni; non è mai tutto liscio; il salotto di casa è il parquet della scala; il cioccolato fondente fatto sciogliere sulla lingua; hanno smesso di credere alle favole a quattro anni, eppure aspettano ancora la loro; a memoria nomi e cognomi del design contemporaneo; resistono resistono resistono poi scoppiano a piangere tra la folla del sabato pomeriggio; il cassetto della lingerie al pari della cassaforte; amano andare al cinema da sole; mai più senza le crayon kohl noir chanel; l'errore di una volta lo scontano in tre anni; parmigiano a scaglie e vino bianco fresco; sanno essere belle ma non bellissime; ogni mattina alla sveglia si chiedono il perchè, ma non si girano mai dall'altro lato; niente cura quanto 'creep' urlato sul pavimento freddo; 'scelgo lei perchè tu hai le spalle forti e sopravviverai'; fingono di credere alle altrui menzogne col sorriso sulle labbra; la musica ascoltata alta mentre guidano su strade di montagna; sono brave a innamorarsi di una voce; la vita sognata è sempre trecento chilometri più a nord; gli occhiali da sole nella borsa da sera; un libro nuovo, una tazza di tè pregiato, una candela profumata e provare a non pensare; se è lui l'uomo della vita, sono pronte a tutto; il tubino nero è per sempre; varcata la soglia, non tornano indietro; il potere taumaturgico di un tacco dieci; non dimenticano per la vita quell'abbraccio lungo il binario; si sono rassegnate con successo ai capelli ondulati; trenta volte quel film, trenta volte un pacchetto di kleenex; il posto ceduto sull'autobus; è più facile essere graffiate che graffiare; il batticuore a sorpresa ripaga del dolore di un anno; i viaggi intorno al mondo e la nostalgia di casa; c'è sempre una seconda possibilità; le scatole di cartone delle torte; tenera è la notte, affilato il mattino; ci provano a immaginare una vita senza; i ritratti in bianco e nero; il massimo dei voti con lode, finchè passa la voglia; danno del lei e ricevono il tu; la sindrome di stendhal davanti alla vetrina di hermés; 'they're small, but nice'; credono negli angeli; non si vergognano di lasciar parlare il corpo; una ducati monster nero satinato; scrivono sui muri le loro poesie preferite; la solitudine fa terrore, ma hanno promesso il coraggio a chi non tornerà.       

all'incirca, io.            

sabato, 04 novembre 2006

alluvione firenze
[firenze, 4 novembre 1966]
postato da: recel alle ore 12:20 | link | commenti (25)
categorie: i miei centri del mondo
lunedì, 30 ottobre 2006

lost in saigon

saigon

vai a immaginare che, di tutto quell'assaporare ad occhi stremati, una sera di quasi autunno avresti fatto ritorno lì. 
dall'angolo del rex hotel si vedono il caravelle e lo sheraton. il continental sta poco più avanti.
"il tempo sa come vendicarsi. ma sono vendette che lasciano un gusto amaro."*
il sapore della tiger beer non riesci a ricordarlo. ma quell'umida coperta sopra i vestiti, che ti faceva sentire così lontana da casa, ce l'hai come incollata alla memoria. in quel grumo di lacrime e gioia annidati ora nel tuo petto sta, intero, il dono del tempo al tuo viaggiare.

*g.greene, "l'americano tranquillo"

postato da: recel alle ore 21:28 | link | commenti (25)
categorie: i miei centri del mondo