the God of small things

there is room if you can trust for anyone like us

deconstructing me

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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Io non mi faccio inciabattare.

tè e pasticcini per tutti i

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domenica, 18 marzo 2007

all not inclusive

ok, lo ammetto. per un lieve tratto, forse, mi sono lasciata distrarre dalle volute fascinose della mia solitudine incompresa. perciò, a capo chino, rivolgo la domanda spinosa: da quanto tempo è passata di moda la formula del "pacchetto-tutto-compreso"? da quando, nell'affermazione di provare interesse per una persona, hanno preso ad infiltrarsi delle legittime deroghe, delle zone franche di aperta spudorata smaccata critica? 

tu da sempre guardi il mio micio con diffidenza, sostieni che abbia lo sguardo inespressivo, fai i complimenti ad ogni altro gatto del vicinato e continui a passare sotto silenzio il mio. poi, quando si presenta l'occasione di viverlo più da vicino, cominci a dargli del pazzo squilibrato viziatissimo. mi chiedi con insistenza di togliertelo dai piedi, chè non puoi muoverti. gridi la tua incomprensione su come si possa mal educare una bestiola domestica. finisci per bollarmi per inospitale per questo. io taccio di uno stupore impreparato ad affrontare simile eventualità.

tu odi il mio gatto. io non so mica se lo posso accettare.      

postato da: recel alle ore 12:24 | link | commenti (14)
categorie: hommes, cronaca grigia
venerdì, 08 dicembre 2006

dentro il bagaglio

stamani avevo l'emozione della partenza addosso, le mie cosine appoggiate accanto al letto, dal lato del cuore, pronte ad entrare in una borsa grande.

"poi sei arrivato tu, con una delle frasi che pungono il cuore come uno spillone. e mi hai condannato, non soddisfatto della paternale - o fraternale, o scenata di gelosia - messa su ieri sera prima di lasciarmi andare a dormire sopra alle tue critiche. ciò che vuoi tu adesso da me io non te lo posso dare, e sono 22 anni che te lo ripeto, senza interrompermi neppure nei momenti in cui tu vivi la tua vita di marito, separato, nuovo innamorato. senza di me. io non posso essere la donna che riempie le tue lacune. ho già così tanto da fare per conto mio, per riempire le mie voragini. come se tu non sapessi che ci sto provando eccome, a rimettermi in sesto dentro, ad uscire da una strada a senso unico senza fare inversione, ad avere fortuna almeno una volta. e non merito che tu mi condanni per averti considerato un grandissimo amico."

tanto non dirò nè scriverò una sola parola, di quelle che sto mettendo insieme in questo luogo che lui non riesce a scovare. mi infilerò sotto la doccia e proverò a lavare via anche questo male imprevisto. chiuderò le cose nella borsa, la porta dietro le spalle. e partirò, sapendo che è qui che si deve far ritorno. ma senza chiedermi più a cosa serve volere tutto questo bene.

è inutile sai
il male che fa
il peso di un bacio
l'hai dato soltanto
perchè eri da solo

la colpa dov'è
qua intorno non c'è
sai dirmi tu dove
in un giorno che piove 
un giorno che tu ti senti inutile
coriandoli a natale
e magari ancora troppo stanco
per ricominciare
ma scommetto che poi
tu te ne andrai

è semplice ma
ma non dire che
la vita ti prende
soltanto alle spalle
ti ha preso in un giorno
che ti senti inutile
coriandoli a natale
e magari ancora troppo stanco
per ricominciare
e magari ancora troppo stanco
per ricominciare
in un giorno che ti senti inutile
coriandoli a natale
ma scommetto che poi
tu te ne andrai

è inutile sai
vorrei ma non puoi
toccarmi nel cuore
entrarmi negli occhi
ti ha preso in un giorno che ti senti inutile
coriandoli a natale
ma scommetto che poi
tu te ne andrai 

(subsonica, coriandoli a natale)

postato da: recel alle ore 10:50 | link | commenti (13)
categorie: hommes, dentro e intorno
mercoledì, 06 dicembre 2006

sotto l'albero

oggi è san nicola. tradizione vuole che ci si rivolga a lui per chiedere la grazia di un fidanzato. ora, io non è che per me pretenda così tanto... a me basterebbe qualcuno che

sia solo mio; non mi consacri eterna seconda; non trasformi in corsa il nostro rapporto in una multiproprietà; non sia intermittente come le lucine di natale; duri più di un volo interno; non abbia la lista di attesa come la birkin di hermés nè le condizioni di tutti i periodi ipotetici della grammatica italiana; dimori nelle stanze di casa mia oltre che in quelle della mente e del cuore; mi porti a new york in gennaio; spalanchi gli occhi ogni volta che mi tiro a lucido solo per lui; trasformi un problema mio esposto a lui in un problema nostro; mi prenda e mi porti via.

sì, vabbè, ho capito. forse è meglio che mi accontenti di un fidanzato.

postato da: recel alle ore 09:14 | link | commenti (53)
categorie: status, hommes
giovedì, 16 novembre 2006

l'ennesimo giochino che mi sono inventata (e ti ho attaccato)

è quando una cosa diventa normale prima che sia decorso il suo periodo di praticantato che io perdo l'entusiasmo e mi sdraio a terra senza essere stata invitata. perciò non mi ha stupito aver già cominciato a considerare normale andare al cinema con l'amico a. a bordo del suo nuovissimo cayman, fingendo che siamo ancora sulla a3 che piaceva tanto a me. era l'unico mezzo per salvare un'amicizia perfetta. / così come, in questa prospettiva, non mi dà cura sentir entrare nel mio ordinario quotidiano la sua presenza: parlarci al telefono, decidere quando vedersi, sollazzarsi con le nostre fantasie. ciò non toglie neppure un punto percentuale al sollucchero che sale in pancia all'idea di averci a che fare per le vie brevi. e questo è bene, molto bene.

è quando una cosa non cessa di avere dello straordinario - tuffo al cuore e farfalle nello stomaco, voglia di fare qualsiasi pazzia e ricominciare tutto da capo su due piedi, all inclusive -, nonostante siano ampiamente scaduti i termini di impugnazione previsti da qualsivoglia ordinamento, e pure siano escluse ab origine tutte le possibili forme di clemenza, che io comincio a provare un imbarazzo consistente. se non per il contorno, senz'altro per quell'ammasso informe che dentro continua a mangiare il poco che resta. e che io temo cominci a vedersi dall'esterno. 

[deve abitare in quei dintorni il motivo per cui stanotte mi sono svegliata senza un briciolo di fiato, pensando a come cresce, allarga, dilania, dissipa, estirpa. ripreso il controllo, o la sua parvenza, gliel'ho finalmente gridato in contumacia: dimmelo tu cos'è, dimmelo! e poi raccontami come faremo da grandi, io e te.]

che io non so che fare di me. rialzarsi non avrebbe senso alcuno.

"moi, je sais tous tes sortilèges
tu sais tous mes envoûtements
tu m'as gardé de pièges en pièges
je t'ai perdue de temps en temps
bien sûr tu pris quelques amants
il fallait bien passer le temps
il faut bien que le corps exulte
finalement finalement
il nous fallut bien du talent
pour être vieux sans être adultes

oh, mon amour
mon doux mon tendre mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'aime
"

(j. brel)

postato da: recel alle ore 16:50 | link | commenti (4)
categorie: status, hommes
mercoledì, 01 novembre 2006

colpevoli omissioni

partenza: metti una sera a cena. con nazario. la pazienza cortese va premiata. dopotutto, a parte la distanza, e quella superstrada orripilante da percorrere di notte, e la conseguente necessità di tenere sott'occhio le dosi di vino, ora che lo sbirci da dietro il menù, lo trovi il solito meritevole personaggio che ha già allietato qualche mese della tua vita terrena. che tu non provi più niente per lui come uomo, ma proprio più niente, è un dettaglio che, mentre mangiate conversando piacevolmente, sei così agile da dimenticare persino.

pausa
[oggi penso a ciò che mi manca: correre fino a smettere di pensare / chi mi mandava gli mp3 da buttare nel lettore / le persone che ho intransigentemente scacciato da me negli ultimi tempi / certe profferte sessuali / chi mi dica la verità quando continuo a sostenere che taluno si rifarà vivo / il caldo al cuore di un abbraccio incondizionato / mangiare senza la bilancia sul tavolo / ridere talvolta perchè mi va e non perchè devo ]

arrivo: "non credo di essere libera domani. semmai risentiamoci nel weekend. e vedi di venir su tu, ok?" nel frattempo, vedi di razzolare un movente al vostro portare avanti una sorta di rapporto.

mi è mancato di chiedergli di prendermi con sè. senza ragione nè pretesa alcuna, così come si prende un cucciolo, per accudirlo, coccolarlo, portarlo a spasso, dare e prendere quando capita, quando ci va. altro non potrei essere. ma forse potrei provare a trovare pace. 

postato da: recel alle ore 17:46 | link | commenti (7)
categorie: hommes, cronaca grigia
sabato, 21 ottobre 2006

cambio di stagione - capitolo secondo

da tempo attilio è il tuo migliore amico, non ci sono dubbi. per quanto esistano persone di sesso maschile per le quali tu nutri un affetto più smisurato e incondizionato, nel vostro rapporto la linea-di-demarcazione per te è tracciata con cotanta nettezza da metterlo al primo posto tra gli amici uomini. non ci sono dubbi.

capitolo secondo: friend with(out) benefits 
avete ripreso a vedervi, dopo che gli hai lasciato tutto il tempo di cui abbisognava per ripristinare un ordine in se stesso. e di conseguenza tra voi. e la prima uscita dopo la restaurazione è andata bene-benissimo come sempre. tu, furoreggiante nell'arte del dribblare (ti chiedi quando e da chi puoi averla imparata...), hai sorbito con un sorriso silente (e immodesto) l'apposizione da parte sua dell'ultimo - e non inutile, a ben guardare - tassello. vale a dire il chiarimento circa il preteso misunderstanding da parte tua. poche parole: con te non avrebbe che potuto essere una cosa seria, non un divertissement in assenza/attesa di altro. ti è venuto da ridere ma ti sei trattenuta. lui, che ti conosce così bene, ha chiesto il perchè della risata repressa. è che, a sentirlo parlare così, ti è venuto alla mente un programma radiofonico ascoltato nel pomeriggio. la speaker, dicendo che mai nessuno le aveva offerto un anello di fidanzamento, a parte a diciassette anni quello della lattina di coca, ti aveva fatto sentire meno sola.* invece, in quell'attimo, hai pensato a come era stato sbagliato tacciare i suoi supposti propositi di friendship with benefits con un'accusa di leggiadra immoralità. e ti si è spalancata innanzi l'immagine di un trinity di cartier all'anulare sinistro, di lì a poco.
più tardi, nel buio del cinema, hai ripensato a come tante cose sarebbero cambiate se. hai pensato a come avresti smesso di stupirti ingenuamente-inutilmente per ogni volta in cui dite-fate-pensate la stessa cosa nello stesso preciso istante. a come quella trattativa condotta con un gallerista, per il puro gusto di farlo, avrebbe avuto un'altra fine, a come quello splendido guaitamacchi troneggerebbe adesso nel suo (vostro) salotto. e hai ripensato a come tante cose sono comunque cambiate. hai riflettuto su come sei più serena e rilassata ora. a come è più felice e piena la tua vita, a come sei sopravvissuta ad una prova che giudicavi inarrivabile per te. hai ripensato anche alle amorevoli parole spese da eloisa su te e attilio, a fronte delle tue orecchie ripiene di ovatta.
tutto è perfetto e non ci sarebbe (contro)motivo alcuno per non. eppure. tu continui a serbare intatta nel profondo una certezza: c'è una soglia che con lui tu non potrai mai varcare, se non sotto il pesante (e per te scientemente impossibile) effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope. ed è un quid che non ci si può buttare bellamente dietro le spalle. di nuovo, ribadisci in testa la validità dell'assunto di partenza: c'è una linea-di-demarcazione che ben illumina la scena. lasciando al loro giusto posto i chiaroscuri.
alla fine, ti sei chiesta se i mesi, mesi e mesi in cui i battiti del tuo cuore hanno riecheggiato invano in un androne vuoto potranno farti meritare, dopotutto, un dono. quella linea-di-demarcazione può tracciarsi dove non è mai stata? e, eventualmente, la si può spostare?

*filemone "primo amore tuo" tirererebbe un sospiro di sollievo, qualora potessi raccontargli che scrivendo hai per un attimo dimenticato gli irripetibili tempi in cui sfoggiavi all'anulare sinistro il suo aureo dono giovanile.

postato da: recel alle ore 12:28 | link | commenti (4)
categorie: hommes, dentro e intorno
lunedì, 16 ottobre 2006

a ognuno la sua betty

/fuoritema/
continuavano i giorni di (piccola) gloria della (piccola) città. quel finesettimana debuttava un allestimento dello zoo di vetro, che si faceva lustro di una primadonna del cinema nel ruolo di amanda la madre. ovviamente quella era solo la prima regionale, la nazionale (quella vera) attendeva la compagnia di lì a breve all'eliseo di roma. ma c'era comunque il pienone delle grandi occasioni nel foyer, e pure il 'nostro' ministro della repubblica sedeva nella fila migliore in platea, tra sindaco ed ex sindaco et cetera.
eppure, non viene mai meno, neppure nei momenti più mondani, quell'olezzo di provincialità che abbiamo imparato, con gli anni, a ignorare, per istinto di sopravvivenza. non viene mai meno, se è vero che la primadonna, la mattina a cavallo dei due spettacoli, è andata a farsi la messa in piega dalla parrucchiera di mia zia. non viene mai meno, se è vero che ben due volte, a spettacolo avviato, coloni discesi dalla galleria hanno spalancato la porta del nostro palco, per testare con mano se fosse rimasto libero, e nel caso occuparlo. non viene mai meno, se è vero che, quando nella finzione scenica madre e figlia incassano il colpo del falso pretendente fidanzato, ho guardato in silenzio mia madre, seduta al mio fianco, senza trattenere un sorriso triste. di quante betty ti dovrei parlare, mamma! e tutte disperatamente affollate in un lasso di tempo che ha meno dell'anno solare...

/intema/
a gastone la sempreverde, qualunque cosa accada, maddalena.
a ernesto la stiracamicie bilocale-munita arianna
 
a nazario - ahimè! - la caccia, la pesca alla mosca, le stampe francesci antiche raffiguranti lepri.
per tacere del resto
...      

postato da: recel alle ore 16:41 | link | commenti (1)
categorie: hommes