mica deve esserci sempre un perchè profondo nelle cose che facciamo. talvolta le si fanno e basta.
ecco, ora che me lo sono ripetuto anche per scritto posso cominciare a prepararmi. chè sono già in ritardo di qualcosa tipo venti minuti (incredibile dictu!).
postilla tardissimo-pomeridiana:
delle persone belle fuori si fatica ad accettare il bello dentro. fortuna che hanno inventato le lacrime, che raramente mentono.
ci sono cose che non sappiamo dire.
e cose di cui tacere ci appare la via migliore.
poi, ci sono cose che restano per sempre nell'eterno limbo dell'ineffabile. è ad esse che ripensa il cuore, quando fa male.

martin parr, common sense (cup of tea)
il mio anonimo si è beccato anzitempo l'influenza del panettone?
un amore fraterno esasperato dalla solitudine?
potrebbe essere una lettura. il pensarlo una salvezza. e il lavorarci un obiettivo.
[doveroso annotarmelo: un post-it per i lunghi tratti dell'illusione rosa, per i risvegli amari, per la pioggia anche quando non c'è - ma aspetta dietro l'angolo, mascherata da lacrime. per il cassetto del cuore, perchè non si apra più a casaccio.]
sottofondo: tori amos, winter. e il micio ricco che fusa russando.
ma insomma, questa fanciulla ha ragione: non esiste più nemmeno un fondo di bottiglia (se di vino, se di quello da €14,00 in su al pezzo, sarebbe meglio!) di buona creanza, in branchi inselvatichiti di maschietti, vaganti ad ogni latitudine peninsulare, di ogni cultura, ceto, stato civile, aspetto e prestanza fisici...
ma diamine! da quale frattura nella crosta temporale in poi, se arriva un messaggino - che può essere più o meno poetico, più o meno motivato, più o meno scritto di getto, più o meno corretto in ortografia, e sia pure (non voglia iddio!) recante qualche storpiatura genere k o cmq (non un sms dei miei, beninteso!) -, un uomo che è un uomo non si sente smosso nel profondo dell'animo (diciamo nel profondo in genere, che è concetto più adeguatamente comprensivo...) ed immantinente indotto ad un gesto di polpastrelli che assomigli ad una risposta? che poi sia risposta cortese ma, sfacciatamente gelida, pienamente rispondente, appena sufficiente, inaspettatamente trasognante, ai confini della indecenza... beh, quello poco importa. se non altro sapremmo consolarci pensando a quei pochi centesimi di euro (e se c'è qualche promozione in corso nemmeno quelli!), a quei (nano)secondi di tempo (non più di 30, se si adotta il t9), a quel non classificabile dispendio di energie caloriche investiti soltanto per noi.
per tirare una linea, per ridere piano, per aprire una finestra verso un nuovo sole, per sospirare o piangere ma poi ricominciare dal punto in cui si sa.
mi sono pure chiesta se le omesse risposte si possano portare in compensazione con i gesti che non ti aspetti, quelli che ti riscaldano una serata, che ti rimboccano le coperte, che ti allargano il mattino dentro il petto, che ti sono già irrinunciabili, che sai che non potrai dimenticare mai. che ci sono, eccome.
infatti, non sarebbe giusto.
non è che la tua stella è la più splendente del firmamento, sono le altre ad essere prossime allo spegnimento.
a-r-g-hhhhh!
... in questo momento vorrei solo chiudere gli occhi e trovarti accanto a me fuori dal tempo e da tutto... ti penso. ci ritroveremo presto.
[se io mi faccio ritrovare]
seduta davanti al mare ti ho pensato. a volte mi basta immaginare che il vento rechi il tuo odore. e imparo l'attesa.
[suggerimenti per una colonna sonora: gary jules, "mad world"]