the God of small things

there is room if you can trust for anyone like us

deconstructing me

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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Io non mi faccio inciabattare.

tè e pasticcini per tutti i

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lunedì, 05 marzo 2007

buon lunedì, e seguenti

poi, una mattina, al risveglio, rammenti che talvolta accade il sole, che esiste pure la primavera. e cerchi di ricordare da quanto tempo hai smesso di guardare l'orologio, di controllare compulsiva il telefono. capisci che non c'è nessun altro posto dove vorresti essere, nessun altro momento per farlo. smetti persino di chiederti perchè non è stato tutto subito. e quando è stato il momento del fatidico clic dentro. ribadisci che il bello aggiunge e non toglie mai.

postato da: recel alle ore 09:11 | link | commenti (25)
categorie: dentro e intorno, cronaca technicolor
lunedì, 05 febbraio 2007

proud to be -

il sentiero - recita il cartello - misura km 1,50 (tutti in salita - aggiungo io). tempo di percorrenza medio: 50'. se non ci fossimo fermati alla pasticceria delle delizie per la merendina, se avessimo discusso meno a lungo davanti al pecci - su come la locandina della mostra di daniel spoerri richiami certe creazioni di hieronymus bosch (assunto che non condivido appieno, peraltro), adesso avremmo il tempo che serve. invece è tardi: il sole già puntato sull'arancio scende vertiginoso verso le creste dell'appennino sulla nostra sinistra. ma possiamo noi non fare una cosa che ci siamo ripromessi a inizio pomeriggio?
f. si inerpica - arancione pure lui - su per il sentiero, come un camoscio dell'etna nato un po' più a ovest. io sono fuori luogo per le salite veloci, nel mio cappotto avvitato e la mia nuovissima borsa da bimba grande. però ho le hogan, e vado su bene, tra i sassi. siamo alla mèta, dopo 4 buonasera scambiati con chi scende, in poco più di 20'.
- solo in cima, dove la tomba di pietra scarna è giusto un pretesto, puoi voltarti verso la piana: le superfici lisce e quelle bagnate riflettono la luce del tramonto; lo sguardo si estende amplissimo nella giornata chiara che a tratti ha odorato di primavera; lontano l'eco di un carnevale di bambini; il sole già inizia il nascondino con le montagne. puoi pure ricominciare a respirare, ferma un istante. -
quando mi giro, f. si è sdraiato pieno sul sepolcro. al mio sguardo di riprovazione risponde che quel brillante cervello irriverente avrebbe approvato un simile gesto.
leggo le frasi riportate sulla tomba e finisco per dargli ragione. fiero di esserlo, e di averlo ricordato, da lontano. e ora di svettarvi sopra.
il paesaggio mi commuove di nascosto. è così facile farsi piacere le cose da lontano. quanto è difficile vederle limpide da dentro. chi è così bravo da portarsi dietro il sogno nella discesa?
il sentiero mangiato di corsa all'andata non ha lasciato tempo per ammirare i crochi appena nati. eppure il ritorno a rotta di collo non ci impedisce di familiarizzare con un gattino. e la stanchezza alla fine è di quella buona. appena in tempo per il crepuscolo al tepore dell'autovettura.

"…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano". (c.m.)

postato da: recel alle ore 15:15 | link | commenti (17)
categorie: paesaggi, cronaca technicolor
mercoledì, 27 dicembre 2006

natale, frammenti di + un brocardo

l'ipod nano è color argento e brilla nel proprio promettente vuoto.
l'onice nero sul suo anello d'oro giallo pare renderti la mano adulta, almeno quella.
il cd dei beatles, essì; più un montecarla vintage e piazzale michelangelo come se fosse vero che. 
i pensierini sotto l'albero, quelli spediti, quelli accompagnati, quelli che ancora aspettano: l'oblio, forse.
fuori quattro sere su quattro - e questa proprio non sei tu, ma è il natale.
un cestino di crescentine, un piatto di tortellini e capire che l'incomprensione serve a te sola; e che non meriti il resto.
ti sei fatta coraggio e hai varcato una soglia che pensavi di temere: invece lì hai trovato il solito affetto buono, l'errore sta in te - as usual.
il tè alla menta raccontato da marsala: l'amico avv. del tuo collega, quello che vi piacete tanto - forse perchè, secondo la moda del tempo, in estate si è sposato.
in cento metri quadri multilivello tre bang&olufsen, un lcd in ogni stanza, la doccia idromassaggio in camera da letto, un home theatre che ti è venuto da urlare: hai pure pensato di capire perchè in ogni donna lui veda un attentato al patrimonio.
la città vuota nel gelo notturno, un'auto infinita che sfreccia fino a casa, 'le cose che pensano' di battisti; l'ammirazione di sè, per una volta.
gli auguri che contano sono arrivati; le omissioni brillano nella loro pochezza, e imparano.

il noto brocardo rivisitato da un tuo amico prezioso chiude una dura due giorni bisognosa di amore e cure, al di là della facciata addobbata:

ad intrombabilia nemo tenetur.       

postato da: recel alle ore 14:40 | link | commenti (11)
categorie: cronaca technicolor
martedì, 19 dicembre 2006

mastroiannicerte cose accadono per lo più inattese.
sono giorni che apri l'armadio e vedi il tubino nero nuovo pendere dal gancio appendiabiti, come in paziente attesa del suo turno. eppure solo oggi hai sorriso pensando a chi gioirà vedendotelo indossare il giorno di natale.
da mesi cercavi il foglio redatto dalla dietologa tre anni fa. stamani è saltato fuori mentre facevi un sunto ricognitivo dei biglietti d'auguri già in tuo possesso. insieme, hai ritrovato la carta da lettere pineider con l'iniziale del tuo nome, che l'amico l. (dove sarà, il rampantissimo fighissimo l.?) ti regalò il natale di otto anni fa, quando eravate soliti incontrarvi in via turati, tu prima della scuola di notariato, lui in pausa pranzo alla andersen consulting.
il caffè che tu e tuo babbo non vi concedevate da tanto, nel vostro posto delle meraviglie preferito: c'era il pienone delle grandi occasioni, pacchi su pacchi su pacchi su pacchi, la miscela da cinque euro la tazzina, le versioni natalizie di ricci, cucchiaini e bottoni di cioccolata. ma: sotto il paravento delle feste, lo sguardo sorridente e attento del signore alla cassa è sempre lo stesso. e anche tu, se la ragazza che ti porge il tuo marocchino del cuore ti accenna un saluto d'intesa.
il panettone che fa bella mostra di sè sotto l'albero, in mezzo ad ancora troppi regali, è tra i tre migliori di milano. non serviva che te lo dicesse il corriere, tu capisti subito.
poi ripensavi a cosa facevi oggi di dieci anni fa. a parte correre da un pensierino di natale all'altro, arrabbattarti (cosa è cambiato?) per capire cosa fare da grande, organizzare l'ennesimo fine anno stroppiante, avvertivi un dolore mai spiegato bene per la morte di un pezzo della storia del cinema. della tua almeno, fin da quando eri piccola. e pensavi che dieci anni fa avresti potuto mettere più impegno nel sognare il tuo piccolo mastroianni vero. che già c'era, da qualche parte. quando tutto avrebbe potuto essere diverso.
oggi, tra una fitta al cuore in via di assimilazione e un'altra che ha appena - appena, ripeti - preso a fiottare, mentre questo raffreddore fa le prove generali della sua chiusa ufficiale, oggi hai finalmente sentito l'aria di natale. nel piccolo spazio che dalle narici occluse va dritto nel petto. dove batte comunque. anche quando fingi di non saperlo. e di non sentirne il male.

postato da: recel alle ore 22:18 | link | commenti (27)
categorie: cronaca technicolor