in questo periodo di mia incomprensibile (persino a me) latitanza, ricevo dal caro compagno di spazi bianchi gicappa la nomination alla catena di cui all'oggetto, sia pure attraverso una domiciliazione sul mio vecchio blog tuttora pendente (anch'esso inspiegabilmente).
la mia condizione mentale, oltre che logistica, impone più che mai la sintesi. ma nessuno me ne vorrà, già so.
1 - sono golosa oltre ogni umana immaginazione di parmigiano-reggiano d.o.p., con spudorata preferenza per quello stravecchio. lo adoro in ogni forma e combinazione, con particolare menzione per: le scaglie fatte sciogliere sulla lingua poi irrorata di buon vino bianco; la mousse montata con panna; la crosta ammollata nel brodo; il grattugiato. a questo proposito, rammento che da piccola, quando andavo al ristorante con i miei, sottraevo senza farmi scorgere dai camerieri la formaggiera in tavola, dopodichè la svuotavo a velocità singolare per una dolce bambina - come, strano a dirsi, io ero - servendomi del cucchiaino infilato in essa e riempiendomi le guance di sacche di scorta del mio gusto prediletto.
2 - dalla pubertà in là, forse per un'assimilazione a scoppio ritardato di un film di quint'ordine visto nell'infanzia, si è sviluppata in me un'angosciante aracnofobia, che mi portava ad imbattermi, con frequenza maggiore rispetto al resto della popolazione mondiale (fatta eccezione per gli entomologi), in ogni sorta di immagine ingigantita di tarantole, vedove nere et similia. questa grave fobia è stata da me autocurata, con una prova di coraggio ingiustificata nella me attuale e con risultati che non smettono di sorprendermi a distanza di mesi, con un viaggio in indocina. il terrore di imbattermi da un momento all'altro in un bel ragno nero peloso grande come la mia mano, spiattellato sul muro del bagno e intento a guardarmi in un mio intimo momento, si è concretizzato - nel pieno rispetto delle suddette premesse immaginative - durante un trekking in laos (cfr. post del 20/01 u.s.), provocando l'immediata miracolosa guarigione della scrivente dall'annoso raccapriccio aracnoideo.
3 - da alcuni anni, a causa di un restringimento del campo visivo, la cui origine, una volta escluse le matrici di più drammatica ed impellente natura, non è mai stata medicalmente chiarita, vedo come i cavalli quando vengono loro messi i paraocchi. vien da sè che col tempo sono diventata molto brava a supplire a certe seppur minime carenze. o quantomeno a mascherarle. il giorno in cui non avrò più paura di perdere alcunchè di ciò che ho, andrò a farmi leggere la sentenza definitiva.
4 - il primo grande amore della mia vita è stato simon le bon. quando il 27 dicembre 1985 egli convolò a nozze con la top model jasmine parvenah (tuttora signora le bon, figurarsi...), la scrivente, oltre a decidere di indossare il lutto per un tempo imprecisato, imparò - già da allora, già così presto! - diverse cose. la prima è che il primo amore si scorda eccome, a favore del secondo; e anche - perchè no? - del terzo. la seconda è che l'amore, incapace di finire girando l'interruttore, diventa bravo a rassegnarsi alle asperità. e ad incancrenirsi, direi.
5 - peggio di lucia mondella, a suo tempo ho fatto voto di castità, da sciogliersi soltanto con la persona in onore della quale ho assunto in coscienza l'impegno. poichè l'evento per scongiurare il quale mi ero imposta la castità si è puntualmente verificato, il voto deve oramai intendersi - come in effetti è - sciolto.
non ho forza di formulare cinque inviti a perseguire. facciamo che indico cinque iniziali, beccate a caso - ma proprio a caso - tra i links: a b c l m. senza impegno alcuno, ovvio.