che io, tra le due categorie, continuo ad appartenere, dai tempi di boccaccio al liceo, a quella dei gonzi. perciò continuo a donare la fiducia, pur sapendo quanto sia facile tradirla in un momento di levità curiosa.
questo blog non ha un senso al di fuori di sè, di noi che ci incontriamo tra noi davanti ad una weiss o progettiamo di trovarsi a metà strada, di certi cuori grandi che qui ho sentito battere forte per (quasi) tre anni, di certe punte affilate di mente che scatenano i miei sorrisi, del deus ex machina, dell'anonimo, della fds e compagnia bella.
c'è una sola persona cui decisi di dedicare la me di qui al di fuori di qui. e lui seppe afferrarla a due mani, con le sue spalle piazzate e il bene timido che si fa strada piano. dove troverò ancora tutto il coraggio che ho saputo serbare per lui?
il resto continua a darmi dolore.
domani torno e ricomincio preciso da qui. traccia 4: wherever finds you, c. donà.
ma insomma, questa fanciulla ha ragione: non esiste più nemmeno un fondo di bottiglia (se di vino, se di quello da €14,00 in su al pezzo, sarebbe meglio!) di buona creanza, in branchi inselvatichiti di maschietti, vaganti ad ogni latitudine peninsulare, di ogni cultura, ceto, stato civile, aspetto e prestanza fisici...
ma diamine! da quale frattura nella crosta temporale in poi, se arriva un messaggino - che può essere più o meno poetico, più o meno motivato, più o meno scritto di getto, più o meno corretto in ortografia, e sia pure (non voglia iddio!) recante qualche storpiatura genere k o cmq (non un sms dei miei, beninteso!) -, un uomo che è un uomo non si sente smosso nel profondo dell'animo (diciamo nel profondo in genere, che è concetto più adeguatamente comprensivo...) ed immantinente indotto ad un gesto di polpastrelli che assomigli ad una risposta? che poi sia risposta cortese ma, sfacciatamente gelida, pienamente rispondente, appena sufficiente, inaspettatamente trasognante, ai confini della indecenza... beh, quello poco importa. se non altro sapremmo consolarci pensando a quei pochi centesimi di euro (e se c'è qualche promozione in corso nemmeno quelli!), a quei (nano)secondi di tempo (non più di 30, se si adotta il t9), a quel non classificabile dispendio di energie caloriche investiti soltanto per noi.
per tirare una linea, per ridere piano, per aprire una finestra verso un nuovo sole, per sospirare o piangere ma poi ricominciare dal punto in cui si sa.
mi sono pure chiesta se le omesse risposte si possano portare in compensazione con i gesti che non ti aspetti, quelli che ti riscaldano una serata, che ti rimboccano le coperte, che ti allargano il mattino dentro il petto, che ti sono già irrinunciabili, che sai che non potrai dimenticare mai. che ci sono, eccome.
infatti, non sarebbe giusto.
io: ma', chi ce le ha messe le due piantine di ciclamini rossi sulla tomba dei nonni?
mamma: la cugina ida, te la ricordi?
io: (sgrunt!) no, non me la ricordo...
non me la ricordo proprio, sta cugina ida. non mi ricordo nessuna faccia collegata a questo nome e non ricordo nemmeno il nome, tra chi veniva a trovare la nonna quando stava male ed il nonno quando è rimasto solo. forse a quei tempi la cugina ida era impegnata a metter da parte i soldi per comprare i ciclamini rossi.