the God of small things

there is room if you can trust for anyone like us

deconstructing me

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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Io non mi faccio inciabattare.

tè e pasticcini per tutti i

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lunedì, 26 febbraio 2007

categorie

questa settimana si parla di.

(noi siamo di quelli che non si accontentano della facciata - che devono spiare dentro i giardini dietro le tende - per capire come possa bastare. e forse è questo l'unico motivo per cui si resta ancora.)

questa settimana si affronta il tema spinoso dei tempi di collocazione in ognuna delle categorie prefissate. può non essere avventato stigmatizzare qualcuno ab origine? può non essere preconcetto la pretesa di conoscere tutto il tracciabile?

while my guitar gently weeps è mancato proprio poco.  

postato da: recel alle ore 09:11 | link | commenti (10)
categorie: scarabocchi, piccoledonnecrescono
giovedì, 22 febbraio 2007

una di quelle sere in cui

tornata a casa, ti atterrisce l'idea di restarvi fino a domani. d'altro canto, da mezzore la mente accarezza il progetto di annullare l'uscita fissata stamattina.

non sopporti di restare ferma in un punto, rinchiusa in un buco confortante. al contempo temi di non avere in te sacche di coraggio sufficienti ad affrontare la rottura definitiva del guscio.

rinvii di un altro giorno ancora il dialogo che tutta te freme di affrontare, con tuo babbo almeno. eppure senti di non avere più fantasia per disegnarti nel cuore il dolore che l'ennesimo crollo di un cantiere di speranza porterà.

stalli.


postato da: recel alle ore 19:36 | link | commenti (2)
categorie: piccoledonnecrescono, dentro e intorno
lunedì, 19 febbraio 2007

strada

un bagliore di automobili in fuga
i miei pensieri riordinava in bianco e nero.

io che attraverso la strada
solo nei punti consentiti dalla legge,
sono stato invitato all’improvviso
fra le rose.

e come si chiarisce un bruno ramo
nel punto in cui si spezza, così io
nel mio amore
sono chiaro.

y. a.

postato da: recel alle ore 14:54 | link | commenti (16)
categorie: quandononparloio
domenica, 18 febbraio 2007

stanotte sei svenuta. nell'unico sabato tra gli ultimi in cui ti sei imposta di non bere o quasi, non sai ancora adesso cosa e perchè ti è preso. sai solo che, con il massimo dell'eleganza concessa dalla progressiva perdita di lucidità, prima ti sei seduta sulla soglia di un portone poi, impossibilitata a star meglio, ti sei fatta mellifluamente adagiare nel bel mezzo di un marciapiede in santo spirito. per alcuni lunghissimi istanti non hai più saputo chi fossi e cosa ancora ci facessi lì, in quel limbo sospeso tra vita e altro; non hai più saputo chi ti stringesse la mano, ti tenesse su la testa (sbagliando) e dimenticasse di alzarti le gambe (come ti eri premurata di far presente pochi minuti prima per l'ipotesi che), nè quanti giovani a piedi o con l'auto piantata in mezzo alla strada si siano fermati chiedendo se ci fosse bisogno di aiuto, nè quanto sia rimasta lì a veder nero - con un freddo polare addosso lo stomaco in gola e la voglia di farti inghiottire dalla terra.
poi, hai realizzato di avere le gambe piegate e di indossare la gonna - che per quanto ampia e lunga e anni cinquanta essa sia, sempre gonna è. allora hai sussurrato a chi ti accompagnava di tirare giù l'orlo, casomai fosse salito. lì avete capito che era passata. e che le gambe erano rimaste eccezionalmente coperte.

dopo, in auto, prima di crollare  nel sonno, hai pensato a quanto conti la vicinanza. a quanto echeggi nel vuoto, in mancanza.
sotto, billie holiday cantava night and day.

postato da: recel alle ore 11:30 | link | commenti (15)
categorie: cronaca grigia
martedì, 13 febbraio 2007

di tutto ciò far senza,
e del troppo sognare...
e sulla terra in levità passare.

p. v.

postato da: recel alle ore 15:36 | link | commenti (11)
categorie: quandononparloio
lunedì, 05 febbraio 2007

proud to be -

il sentiero - recita il cartello - misura km 1,50 (tutti in salita - aggiungo io). tempo di percorrenza medio: 50'. se non ci fossimo fermati alla pasticceria delle delizie per la merendina, se avessimo discusso meno a lungo davanti al pecci - su come la locandina della mostra di daniel spoerri richiami certe creazioni di hieronymus bosch (assunto che non condivido appieno, peraltro), adesso avremmo il tempo che serve. invece è tardi: il sole già puntato sull'arancio scende vertiginoso verso le creste dell'appennino sulla nostra sinistra. ma possiamo noi non fare una cosa che ci siamo ripromessi a inizio pomeriggio?
f. si inerpica - arancione pure lui - su per il sentiero, come un camoscio dell'etna nato un po' più a ovest. io sono fuori luogo per le salite veloci, nel mio cappotto avvitato e la mia nuovissima borsa da bimba grande. però ho le hogan, e vado su bene, tra i sassi. siamo alla mèta, dopo 4 buonasera scambiati con chi scende, in poco più di 20'.
- solo in cima, dove la tomba di pietra scarna è giusto un pretesto, puoi voltarti verso la piana: le superfici lisce e quelle bagnate riflettono la luce del tramonto; lo sguardo si estende amplissimo nella giornata chiara che a tratti ha odorato di primavera; lontano l'eco di un carnevale di bambini; il sole già inizia il nascondino con le montagne. puoi pure ricominciare a respirare, ferma un istante. -
quando mi giro, f. si è sdraiato pieno sul sepolcro. al mio sguardo di riprovazione risponde che quel brillante cervello irriverente avrebbe approvato un simile gesto.
leggo le frasi riportate sulla tomba e finisco per dargli ragione. fiero di esserlo, e di averlo ricordato, da lontano. e ora di svettarvi sopra.
il paesaggio mi commuove di nascosto. è così facile farsi piacere le cose da lontano. quanto è difficile vederle limpide da dentro. chi è così bravo da portarsi dietro il sogno nella discesa?
il sentiero mangiato di corsa all'andata non ha lasciato tempo per ammirare i crochi appena nati. eppure il ritorno a rotta di collo non ci impedisce di familiarizzare con un gattino. e la stanchezza alla fine è di quella buona. appena in tempo per il crepuscolo al tepore dell'autovettura.

"…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano". (c.m.)

postato da: recel alle ore 15:15 | link | commenti (17)
categorie: paesaggi, cronaca technicolor
venerdì, 02 febbraio 2007

this mess we're in

come se fosse facile dormirci su. a tutto quello che sentiamo dentro, e che giudichiamo più grande della nostra capacità di comprensione.
come se fosse facile alzarsi, al mattino, vestirsi truccarsi e darsi al mondo là fuori, serbando in cuore quel piccolo immane segreto che siamo noi. 
chè altro non possiamo essere. ed io ormai lo so: ci ho messo tutti i mesi, i pianti, i fioretti del caso, ma alla fine sono arrivata a capire. chè, al contempo, noi non possiamo non essere.
io ti ho regalato tutto l'amore di cui sono capace, mettendolo dove questo amore può stare: nel fratello che non ho, nella sorella che non hai, nell'amicizia che va al di là di ciò che si può dire, nelle parole che non vanno dette, nei baci che non si possono dare, negli sguardi che sappiamo rubarci, in tutti i caffè che riusciamo a berci insieme, nella musica che dividiamo, nei giorni che verranno, nel meglio di cui da sempre ci rendiamo capaci. 
tu parli poco, io scrivo e penso troppo - parlare no, chè strascico le parole e lascio le c in tasca e non mi faccio capire bene. eppure ci sappiamo dire tutto, come maestri nell'arte delle parole.
come un telefono che suona tra un pezzo e l'altro di strada, due volte, tre e poi domani ancora. come il tempo che ti faccio sottrarre al lavoro. come i pasticci che ti combino. come questa canzone, che ora ti spedisco per posta.

tutto andrà bene, piccino. ma tu già lo sai.

postato da: recel alle ore 15:12 | link | commenti (9)
categorie: sponsored by deus ex machina