the God of small things

there is room if you can trust for anyone like us

deconstructing me

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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Io non mi faccio inciabattare.

tè e pasticcini per tutti i

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giovedì, 30 novembre 2006

mi hai detto: spero che ti piaccia

adesso la stanza ha tutte queste fatiche
per me, tutti questi buchi
e me ne rendo conto
che l'esistere non è semplice essere
è stare nel puro atto
è il resto delle stoviglie, di là
ammassate, che sembrano gli ultimi giorni
come un istante di teatro
nel pieno

quel libro che ho ordinato domenica, è arrivato oggi. qualcosa avevamo già sbirciato insieme, e lo ricordo, sai?, il portatile aperto sul tavolo bianco di cucina. quanto tempo fa era? era prima di concederci ancora o, forse, di non concederci più. sai che ti ho sempre considerato un privilegio privato caduto nella mia vita. tu cui chiedo di leggere le mie scalze parole, tu scrivi:

ed avere un fermento
da persone che indossano il dentro fino ai dettagli
per reagire all'abbandono
per evitare l'amore accaduto
che è successo
e chiederci ancora
cos'eravamo

da l'esperienza della pioggia di stefano lorefice, campanotto editore

postato da: recel alle ore 15:16 | link | commenti (16)
categorie: i libri del cuore
mercoledì, 29 novembre 2006

dell'amicizia (e dei f.i.)

clive owen2

ma io lo capisco che ti annoi, che è uno dei film più brutti che tu abbia visto nell'ultimo triennio, che il sacchetto di m&m's è vuoto, che siamo venuti con la tua auto e quindi potresti impormi la dipartita prima della fine, ma davvero tu, provando per un istante a calarti nei miei panni di donna, te la sentiresti di trascinarmi fuori dal cinema, finchè sul maxi schermo campeggia in tutte le salse lui? no, tu non lo farai, perchè sei mio amico, lo so. ok, ti faccio dormire con la testa sulla mia spalla. a questo servono gli amici.

dedicato a yuki, alja e a chi altra apprezzi... e all'amico a., ovviamente.

postato da: recel alle ore 18:46 | link | commenti (18)
categorie:
martedì, 28 novembre 2006

quei pomeriggi un po' così

che seguono a quelle mattine un po' così, iniziate prestissimo davanti a un caffè fumante

[tuo babbo: basteranno due anni. - tu: (...basteranno?) due anni? io non ce la faccio...
e nei vostri sguardi appena sfioratisi non c'era risposta
],

scorse via tra le peggiori vissute

[occhi imploranti, occhi di bastardo, occhi incerti, impietositi d'un colpo: tutti rivolti  a te, stretta tra la tua borsa a spalla e uomini dalle grandi responsabilità, che è come se chiedessero a te, se pendessero da te, nel loro futuro dei cinque minuti, nel loro futuro da qui a domani e sempre, da te che ti fai scudo solo del tuo cappottino avvitato],

finite alle tre del pomeriggio

[senza conoscere sedie, pause del cuore, sorsi d'acqua, respiri profondi a liberare il petto. tornavi a casa e pensavi di dover mangiare, prima o poi, quel piatto d'amore lasciato lì dall'angelo del focolare],

che vorresti si sciogliessero subito in crepuscolo

[mentre fingevi di non sapere che fare (e invece in cuor tuo aspettavi), scorrevi con le dita sulle coste dei libri, come a cercar conferma. era il caso che consigliava una dickinson in chiusa? ma la memoria del fiore / continua a rendere il novembre arduo / finchè io che ero quasi ardita / perdo la strada come una bambina/ e muoio dal freddo.],

a meno che un gesto d'amore (n.d.r.: mai userebbe questo termine il deus ex machina) non te le risolva.

non puoi più permetterti di fantasticarlo soltanto. devi cominciare a pensarci su. si chiama la tua vita. non la vita che qualcuno ha sognato per te. come a volerti far stare bene.

esci, nel buio pungente, che altro non chiede che di essere attraversato. e permearti, muto.

postato da: recel alle ore 18:50 | link | commenti (14)
categorie: piccoledonnecrescono, cronaca grigia
sabato, 25 novembre 2006

quelle che

si sono scoperte fighette a 30 anni; non è mai tutto liscio; il salotto di casa è il parquet della scala; il cioccolato fondente fatto sciogliere sulla lingua; hanno smesso di credere alle favole a quattro anni, eppure aspettano ancora la loro; a memoria nomi e cognomi del design contemporaneo; resistono resistono resistono poi scoppiano a piangere tra la folla del sabato pomeriggio; il cassetto della lingerie al pari della cassaforte; amano andare al cinema da sole; mai più senza le crayon kohl noir chanel; l'errore di una volta lo scontano in tre anni; parmigiano a scaglie e vino bianco fresco; sanno essere belle ma non bellissime; ogni mattina alla sveglia si chiedono il perchè, ma non si girano mai dall'altro lato; niente cura quanto 'creep' urlato sul pavimento freddo; 'scelgo lei perchè tu hai le spalle forti e sopravviverai'; fingono di credere alle altrui menzogne col sorriso sulle labbra; la musica ascoltata alta mentre guidano su strade di montagna; sono brave a innamorarsi di una voce; la vita sognata è sempre trecento chilometri più a nord; gli occhiali da sole nella borsa da sera; un libro nuovo, una tazza di tè pregiato, una candela profumata e provare a non pensare; se è lui l'uomo della vita, sono pronte a tutto; il tubino nero è per sempre; varcata la soglia, non tornano indietro; il potere taumaturgico di un tacco dieci; non dimenticano per la vita quell'abbraccio lungo il binario; si sono rassegnate con successo ai capelli ondulati; trenta volte quel film, trenta volte un pacchetto di kleenex; il posto ceduto sull'autobus; è più facile essere graffiate che graffiare; il batticuore a sorpresa ripaga del dolore di un anno; i viaggi intorno al mondo e la nostalgia di casa; c'è sempre una seconda possibilità; le scatole di cartone delle torte; tenera è la notte, affilato il mattino; ci provano a immaginare una vita senza; i ritratti in bianco e nero; il massimo dei voti con lode, finchè passa la voglia; danno del lei e ricevono il tu; la sindrome di stendhal davanti alla vetrina di hermés; 'they're small, but nice'; credono negli angeli; non si vergognano di lasciar parlare il corpo; una ducati monster nero satinato; scrivono sui muri le loro poesie preferite; la solitudine fa terrore, ma hanno promesso il coraggio a chi non tornerà.       

all'incirca, io.            

giovedì, 23 novembre 2006

galateo dell'essemmesse

ma insomma, questa fanciulla ha ragione: non esiste più nemmeno un fondo di bottiglia (se di vino, se di quello da €14,00 in su al pezzo, sarebbe meglio!) di buona creanza, in branchi inselvatichiti di maschietti, vaganti ad ogni latitudine peninsulare, di ogni cultura, ceto, stato civile, aspetto e prestanza fisici...

ma diamine! da quale frattura nella crosta temporale in poi, se arriva un messaggino - che può essere più o meno poetico, più o meno motivato, più o meno scritto di getto, più o meno corretto in ortografia, e sia pure (non voglia iddio!) recante qualche storpiatura genere k o cmq (non un sms dei miei, beninteso!) -, un uomo che è un uomo non si sente smosso nel profondo dell'animo (diciamo nel profondo in genere, che è concetto più adeguatamente comprensivo...) ed immantinente indotto ad un gesto di polpastrelli che assomigli ad una risposta? che poi sia risposta cortese ma, sfacciatamente gelida, pienamente rispondente, appena sufficiente, inaspettatamente trasognante, ai confini della indecenza... beh, quello poco importa. se non altro sapremmo consolarci pensando a quei pochi centesimi di euro (e se c'è qualche promozione in corso nemmeno quelli!), a quei (nano)secondi di tempo (non più di 30, se si adotta il t9), a quel non classificabile dispendio di energie caloriche investiti soltanto per noi.

per tirare una linea, per ridere piano, per aprire una finestra verso un nuovo sole, per sospirare o piangere ma poi ricominciare dal punto in cui si sa.

mi sono pure chiesta se le omesse risposte si possano portare in compensazione con i gesti che non ti aspetti, quelli che ti riscaldano una serata, che ti rimboccano le coperte, che ti allargano il mattino dentro il petto, che ti sono già irrinunciabili, che sai che non potrai dimenticare mai. che ci sono, eccome.
infatti, non sarebbe giusto.

postato da: recel alle ore 15:30 | link | commenti (26)
categorie: piccoledonnecrescono, essemmesse, acide
mercoledì, 22 novembre 2006

non è che la tua stella è la più splendente del firmamento, sono le altre ad essere prossime allo spegnimento.

a-r-g-hhhhh!

postato da: recel alle ore 20:25 | link | commenti (12)
categorie: essemmesse
martedì, 21 novembre 2006

mattino: prove tecniche

fa freddo e grigio - sento freddo (e blu) - la caldaia si è sbloccata - lo stomaco fatica a trovare la posizione più comoda - la crostatina al cioccolato è sul tavolino - la guardo e sorrido, ma non ho coraggio - mando tre sms di arretrati - davanti allo specchio non so che trucchi prendere - se dura così, devo rifiutare l'invito a cena  - se dura così, finisce che mi appiattisco sotto il piumone - ci sono tre commenti nuovi - c'è un pvt che è una spinta in più - non mangerò cinese per i prossimi tre anni - e. ha l'esame, la penso forte - la mia stella mi ha scritto, le risponderò presto - ci sono persone belle che continuo a non aspettarmi, ho i brividi al solo ricordarle (e glielo dirò) - ho cambiato aria alla stanza - c'è un'aria nuova, e il letto stropicciato - i miei chiameranno più tardi - sono velvet, sono underground - dovrei essere al lavoro da un'ora almeno - dal parrucchiere oggi o giovedì - metto le scarpe - mando l'sms che per me vuol dire pronti, partenza - due anni e mezzo per imparare a non aspettare risposta, perchè tanto so che c'è - il bacio in più che non ho dato, è come se partisse lungo i binari ora - siamo uguali nel nostro non sapere cosa vogliamo, però ci divertiamo - anteprima del post, butto lì un titolo inutile, categoria inappropriata, pubblica il post - arriva la risposta, infatti. via.

postato da: recel alle ore 10:20 | link | commenti (23)
categorie: cronaca grigia
domenica, 19 novembre 2006

sunday morning

trascorrono, gli anni, addosso
   riesco, certe mattine,
   a non provarne il peso,
   lasciarlo fluttuare
   nell'aria specchio; dagli occhi alla mente
- stanno lì apposta - come un pilota
automatico di percezioni
mute: sul tavolino squadrato
un libro ancora da sgualcire,
bianchi monumenti alla geometria
nello scrigno della piattaia, fiori
caduti sulla via del rubinetto,
l'alba li sgrana nella multivisione
fuorchè di me (imploro di sfondare
le barriere intorno, sconfinare in te):
sembra non esserlo più ciò che è rimasto uguale.

più tardi, ci provo a spiegarti
che non è un brutto segno affatto
questo mio nuovo non dormire;
annoto che hai restituito il rosa
alla tavolozza dei miei colori.

postato da: recel alle ore 12:39 | link | commenti (42)
categorie: scarabocchi
venerdì, 17 novembre 2006

"rubano tutti, geremia. e tutti sono infelici. tutti."

[da "l'amico di famiglia" di paolo sorrentino]

grazie alla velocità sull'autostrada vuota, a "my lady story" di antony and the johnson (i., dove sei?), alla birra ingurgitata svelta, alla scia lucida che lasciano addosso certi colpi di genio, allo sforzo di ascoltare e consigliare di a. - nonostante, alle chiavi perse per una notte sola: quell'amaro in bocca si è dissolto in gianduia... 

postato da: recel alle ore 15:14 | link | commenti (10)
categorie: piccoledonnecrescono
giovedì, 16 novembre 2006

l'ennesimo giochino che mi sono inventata (e ti ho attaccato)

è quando una cosa diventa normale prima che sia decorso il suo periodo di praticantato che io perdo l'entusiasmo e mi sdraio a terra senza essere stata invitata. perciò non mi ha stupito aver già cominciato a considerare normale andare al cinema con l'amico a. a bordo del suo nuovissimo cayman, fingendo che siamo ancora sulla a3 che piaceva tanto a me. era l'unico mezzo per salvare un'amicizia perfetta. / così come, in questa prospettiva, non mi dà cura sentir entrare nel mio ordinario quotidiano la sua presenza: parlarci al telefono, decidere quando vedersi, sollazzarsi con le nostre fantasie. ciò non toglie neppure un punto percentuale al sollucchero che sale in pancia all'idea di averci a che fare per le vie brevi. e questo è bene, molto bene.

è quando una cosa non cessa di avere dello straordinario - tuffo al cuore e farfalle nello stomaco, voglia di fare qualsiasi pazzia e ricominciare tutto da capo su due piedi, all inclusive -, nonostante siano ampiamente scaduti i termini di impugnazione previsti da qualsivoglia ordinamento, e pure siano escluse ab origine tutte le possibili forme di clemenza, che io comincio a provare un imbarazzo consistente. se non per il contorno, senz'altro per quell'ammasso informe che dentro continua a mangiare il poco che resta. e che io temo cominci a vedersi dall'esterno. 

[deve abitare in quei dintorni il motivo per cui stanotte mi sono svegliata senza un briciolo di fiato, pensando a come cresce, allarga, dilania, dissipa, estirpa. ripreso il controllo, o la sua parvenza, gliel'ho finalmente gridato in contumacia: dimmelo tu cos'è, dimmelo! e poi raccontami come faremo da grandi, io e te.]

che io non so che fare di me. rialzarsi non avrebbe senso alcuno.

"moi, je sais tous tes sortilèges
tu sais tous mes envoûtements
tu m'as gardé de pièges en pièges
je t'ai perdue de temps en temps
bien sûr tu pris quelques amants
il fallait bien passer le temps
il faut bien que le corps exulte
finalement finalement
il nous fallut bien du talent
pour être vieux sans être adultes

oh, mon amour
mon doux mon tendre mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'aime
"

(j. brel)

postato da: recel alle ore 16:50 | link | commenti (4)
categorie: status, hommes